Pentecostali nel mondo

Roma, Domenica 13 Giugno 2021 04:08

La povertà del possesso e la ricchezza della rinuncia

Uno che grida nel desertoLe moderne società hanno investito sul primitivo istinto dell’uomo al possesso delle cose ed al desiderio di possedere. Tanto da creare sentimenti di desiderio verso oggetti considerati oggi irrinunciabili; si pensi all’idea dell’ultimo modello, laddove il pensiero dei nostri nonni degli anni ’30 o ’40 era riuscire ad apparecchiare tavola. L’odierno superfluo che si traduce spesso, anche nelle fasce più giovani e persino di bambini, in brama incontrollata fonte di ansia, prevaricazione ed invidia. Ci aiuti il Signore a resistere a tali tentazioni mondane ed a sbarazzarci dell’avidità e di ogni insano o comunque inutile desiderio, vizio, rancore e invidia. Vanità delle vanità, ogni cosa è vanità, dice l’Ecclesiaste. “Quando vi sono cose assai, esse accrescono la vanità; e che vantaggio ne ha l’uomo? (Ecclesiaste, cap. 6, verso 11). Paolo dirà: “Io sono crocifisso con Cristo; non sono più io che vivo, ma Cristo che vive in me” (Galati, 2:20). “Ma le cose che mi erano guadagni, quelle ho reputato danno per Cristo…. per l’eccellenza della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il quale io ho fatta perdita di tutte queste cose..” (Filippesi, 3: 7-8). Potrebbero sembrare teorie, parole astratte;  invece Gesù va sul concreto e indica un uomo: Giovanni Battista, la voce d’uno che grida nel deserto. Un uomo che vestiva “di pel di cammello ed una cintura di cuoio intorno ai lombi, ed il suo cibo erano locuste e miele selvatico” (Evangelo di Matteo, 3:4). Del Battista, Gesù prese a dire: “che andaste voi a vedere nel deserto? Una canna dimenata dal vento? …Ma pure che andaste a vedere? Un profeta? sì certo, vi dico, e più che profeta….. Io vi dico in verità, che fra quelli che son nati di donne, non sorse giammai alcuno maggiore di Giovanni Battista” (Matteo, 11, verso 7 e ss.).

Rallegratevi del continuo nel Signore

Rallegrati in CristoLa pesantezza dei giorni spesso ci priva della pace interiore e della giusta prospettiva delle cose. Quando siamo nella difficoltà, anche la più estrema, riponiamo piena fiducia in Cristo, Colui che per amor nostro ha dato la propria vita. E dormiamo sereni confidando nel Signore. Per questo l’apostolo Paolo ripete: “Rallegratevi del continuo nel Signore; da capo dico, rallegratevi… non siate con ansietà solleciti di cosa alcuna; ma siano in ogni cosa le vostre richieste notificate a Dio, per l’orazione e per la preghiera, con ringraziamento. E la pace di Dio, la qual sopravanza ogni intelletto, guarderà i vostri cuori, e le vostre menti, in Cristo Gesù” (Paolo ai Filippesi, cap. 4, versi 4-7). Se allora sappiamo in chi abbiamo creduto e riponiamo i nostri pesi ai piedi del Maestro, siamo anche liberi di godere le benedizioni del nostro Signore; per questo, rallegriamoci e la nostra gioia sia piena in Cristo Gesù.   

Era il 14 aprile 1906

312, Azusa StreetUn piccolo gruppo di credenti animato da un grande desiderio di ricerca dei doni dello Spirito Santo iniziò a riunirsi in Los Angeles – California, in un vecchio edificio al 312, Azusa Street. Era il 14 aprile 1906. Il Signore non mancò di rispondere ed un grande risveglio ed una fresca esperienza di pentecoste ebbero inizio; moltitudini di uomini e donne, di diverse culture, lingue e colore furono guarite, riempite dello Spirito Santo, iniziando a parlare in altre lingue, come nella Pentecoste del Nuovo Testamento. Un nuovo risveglio partiva da uomini poveri ma potentemente arresi al Signore in semplicità di fede. Una rinnovata forza del Corpo di Cristo che diede nuovo vigore al movimento pentecostale mondiale.

Ravvedetevi e ciascun di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, in remissione dei peccati; e voi riceverete il dono dello Spirito Santo. Perciocché a voi è fatta la promessa, ed ai vostri figliuoli, ed a coloro che verranno per molto tempo appresso; e a quanti il Signore Dio nostro ne chiamerà” (Atti degli Apostoli, cap. 2, verso 39).

Esiste Dio? Come posso vederlo?

Esiste Dio? Come posso vederlo?Esiste Dio? e come posso vederlo? e dove sta? queste le domande che spesso ci sentiamo fare. Chi appartiene a Cristo, conosce bene il Padre ed ha una personale testimonianza di salvezza che parte dalla nuova nascita e prosegue in giornaliere benedizioni e manifestazioni di potenza. Noi non crediamo nell'Evangelo del benessere; anche i cristiani sono sottoposti alle "intemperie" del mondo; malattie, sofferenze, difficoltà economiche toccano anche i credenti; ma sappiamo che lo Spirito che ha resuscitato Cristo tra i morti è lo stesso che opera in ogni credente e dà la vittoria; non già per le nostre forze, perchè nessuno possa gloriarsi di se medesimo; ma per la potenza e l'amore di Cristo. Per questo il salmista recita che anche quando attraversiamo la "valle dell'ombra della morte" non temiamo male alcuno, perchè il Signore cammina con noi (Salmo 23). Allora, esiste Dio? Come posso vederlo? "I cieli raccontano la gloria di Dio; e la distesa annunzia l'opera delle sue mani" (Salmo 19:1). "Non dobbiamo stimare che la Deità sia simigliante ad oro, o argento o pietra; o scultura d'arte e invenzione umana" (Atti 17:29). La potenza di Dio è intorno a noi, si vede dalla creazione del mondo. Quale uomo potrebbe mettere mano al creato e rallentare il sorgere del sole o placare le onde? o dare la vita ad un essere umano? o resuscitare un uomo dai morti?  Dio è con noi; la Sua potenza si vede nel creato; la Sua conoscenza intima si fa per fede mediante Cristo, attraverso la Parola di Dio.  

A chi mi rivolgerò nelle difficoltà

Il mio aiuto viene dal Signore.Sono tempi di estrema difficoltà per ogni uomo; difficoltà che possono essere di natura economica, familiare, fisica o spirituale. Magari tutto procede bene all’apparenza ma l’ansia, la depressione o il senso di insoddisfazione non danno tregua. Dove posso allora trovare un vero aiuto? Nella Parola di Dio, nel libro del profeta Isaia troviamo scritto: “Guai a coloro che scendono in Egitto per soccorso …. e non riguardano al Santo d’Israele, e non cercano il Signore” (cap. 31, verso 1). E’ inutile cercare conforto nell’uomo; soltanto Dio ha la risposta giusta per la vita di ognuno di noi, “poiché Iddio ha tanto amato il mondo che ha dato il suo Unigenito Figliuolo affinché chiunque creda in Lui non perisca ma abbia la vita eterna” (Giovanni 3:15). Quale meravigliosa attenzione e quale amore ha avuto Dio per le sue creature! Ed è una porta sempre aperta ed una mano sempre pronta ad afferrare chi si rivolge a Lui con fede. Quale invito meraviglioso ha rivolto Gesù all’uomo affranto: “venite a me voi tutti che siete travagliati ed aggravati ed io vi darà riposo” (Matteo 11:28).  La vera pace è soltanto in Cristo.

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